Umberto Galimberti - racconta Schopenhauer

  • Schopenhauer (1788-1860)  si dichiarava inattuale per il suo tempo, scrive infatti per i posteri convinto che qualcuno in futuro avrebbe compreso il suo pensiero. 
  •  A causa del lavoro del padre viaggia molto da giovanissimo. Dopo la sua morte si stabilisce con la madre a Weimar, qua si dedica allo studio e in un caffè conosce Gothe.
  • Prima opera → "il mondo come realtà e rappresentazione" - carattere pessimistico e anti idealistico, per questo ebbe un pessimo seguito dalla critica. ricevette comunque un premio che lo incoraggio ad andare avanti a scrivere.
  • Seconda opera → rielabora diversamente i concetti già espressi nel suo primo libro ed ebbe grande successo
  • Egli sostiene che il nostro io non governa la nostra esistenza, ma noi siamo governati da una forza irrazionale che è la forze e la potenza della natura. 
  • Sostiene una doppia soggettività:
  1.  Illusoria: creata dal nostro io - mondo di inganni 
  2. Specie: ciò che ci governa per garantire la sua sopravvivenza 
  • La natura è dunque un eterno divvenire che ha come scopo il soddisfacimento dei propri bisogni 
  • Il primo filosofo che diede al mondo una visione rappresentativa fu Cartesio. Egli sosteneva infatti che il mondo così come noi lo percepiamo sia una nostra rappresentazione e che noi non conosceremo mai la realtà com'è ma solamente le risposte che darà la natura alle nostre ipotesi. 
  •  Solamente attraverso la scienza, essendo essa essenza dell'umanesimo, l'uomo sarà in grado di diventare dominatore e padrone della natura. 
  • Conosciamo le cose così come appaiono - Fenomeno - Kant
  •  "Saggio sulla vista e i colori" →  dopo una breve collaborazione con Gothe, il filosofo decide di continuare la riflessine del primo sui colori aggiungendo un'osservazione seconda la quale Gothe sbagliava a osservare i colori partendo dall'oggetto e non dal soggetto. Secondo Schopenhauer invece bisognava iniziare ad osservare dal soggetto e non dall'oggetto a causa delle diverse strutture degli occhi.
  •  Filosofia contemporanea e antica →  esclusione della corporeità, Cartesio affermò che "il corpo fosse il carcere dell'anima", perchè le informazioni sensibili che ci provengo attraverso il corpo non fossero idonee a costruire un sapere oggettivo universale. 
  • Platone a questo proposito diceva che "bisogna prescindere dalla corporeità e procedere coi costrutti della mente (idee), numeri e misurazioni"
  •  Si conoscerà davvero il corpo quando lo si guarderà come sommatoria di organi e non come lo vive il mondo della vita.
  •  Schopenhauer di discosta de questo pensiero affermando che il corpo si la sede della forza che la natura esprime nel mondo, in modo esuberante senza scopi e questo esprime la sua irrazionalità. Questo è presente nel nostro corpo il quale si muove solamente per bisogno 
  • Bisogno e desiderio sono figure della mancanza →  si desidera ciò che non si ha 
  •  La soddisfazione dei desideri non estingue la continua ricerca di soddisfazioni → catena bisogno a bisogno →  fatica dell'uomo e quindi la condizione del suo dolore. In caso di estinzione della catena si avrebbe la noia. 
  • Tra l'economia dell' io e quella della specie c'è un conflitto permanente →  vie di liberazione dal dolore e dalla noia. Il suicidio per Schopenhauer non è una via di liberazione, perchè colui che si suicida non odia la vita ma anzi la ama tantissimo odia però le condizioni in cui si trova a vivere. 
  • Noluntas - non volontà →  unica via di liberazione, atteggiamento che gli uomini devono assumere per contrastare la volontà irrazionale della natura con: 
  1. Compassione : il dolore non appartiene al singolo ma a tutta la specie 
  2. Arte : che ci porta fuori della spazio, dal tempo dall'interesse, dal desiderio - la bellezza in se prescinde dalla catena desiderio - possesso 
  3. Scesi : L'astinenza sessuale, perchè se nessuno più procreasse anche la volontà irrazionale che la natura promuove in tutte le sue creazioni si estinguerebbe.
  • Entra i contatto con la cultura orientale grazie alla sua amicizia con Friedrich Mayer, rimastone affascinato arriva ad affermare che la vera culla dell'umanità fu l'Asia e non la Grecia.
  •  Siamo noi, umani il soggetto della vita o serviamo solamente alla sopravvivenza della natura - la natura vive della morte degli individui → Nitsche viviamoci tutte le maschere e gli inganni che la natura ci offre e non cerchiamo nessuna via di liberazione perchè probabilmente anch'essa è un inganno della natura. 

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