Il mondo come rappresentazione
Il superamento di realismo e idealismo
Dire che il mondo è una mia rappresentazione significa avere la consapevolezza che non è possibile sapere che le cose siano in sé stesse ma soltanto come esse si presentano nella mia esperienza, cioè in relazione ai miei organi di senso.
Il mondo non esiste se non nel rapporto tra soggetto e oggetto che caratterizza la rappresentazione, il che vuol dire che il soggetto e l'oggetto non possono sussistere indipendentemente l'uno dall'altro.
Schopenhauer critica sia il realismo che l'idealismo, in quanto il realismo riduce il soggetto all'oggetto e l'idealismo risolve l'oggetto nel soggetto. Per Schopenhauer nessuno tra il soggetto e l'oggetto può prevalere l'uno sull'altro: la conoscenza è data dall'unione di entrambi intesi come componenti indissolubili della rappresentazione.
Per Schopenhauer tutte le cose sono 'fenomeni' in quanto esse si identificano con la realtà che è elaborata nella relazione tra soggetto e oggetto e non hanno esistenza se non in rapporto alla soggettività e alle sue forme a priori.
Spazio e tempo come condizioni a priori della conoscenza
Descrivendo tutte le cose come fenomeni il filosofo segue il pensiero di Kant che affermava che l'unica realtà accessibile al soggetto umano è quella fenomenica. Anche secondo Schopenhauer il soggetto possiede una 'struttura' mentale elaborata, ne individua tre forme di particolare importanza: lo spazio, il tempo e la causalità, con queste la nostra mente può conoscere gli oggetti.
Attraverso lo spazio ed il tempo organizziamo il materiale percettivo secondo precisi rapporti spaziali e ordinandoli in una successione temporale. Questi parametri fungono da 'principi di individuazione' delle cose, che grazie a essi risultano isolate e distinte, differenziate le une dalle altre.
Il principio di casualità
Gli oggetti ricevono un ordine dall'intelletto umano attraverso la categoria di causa, unica categoria riconosciuta da Schopenhauer, a differenza di Kant che ne aveva individuate dodici.
Tutta la realtà si risolve in una rete di fenomeni connessi grazie al principio causale definito ' principio di ragion sufficiente', presentato in quattro configurazioni:
- principio del divenire che spiega la relazione tra causa ed effetto tra fenomeni;
- principio del conoscere che regola il rapporto logico tra premesse e conseguenze;
- principio dell'essere che ordina le connessioni spazio-temporali;
- principio dell'agire che stabilisce la connessione causale tra le azioni che si compiono.
Il fondamento della realtà sensibile si trova quindi nella causalità , che è un'azione reciproca delle cose, in quanto non è altro che un reticolo di rapporti causali colti in relazione a un soggetto conoscente.
Il carattere illusorio della realtà fenomenica
Schopenhauer fa coincidere la causalità con il mondo fenomenico, intendendolo come una dimensione illusoria e ingannevole.
Il mondo della rappresentazione di Schopenhauer è costituito da apparenze , è quini un universo di immagini coerenti e rigorose, nella sostanza tutte egualmente evanescenti, come quelle dei sogni.
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