Le vie di liberazione dal dolore dell'esperienze

Quando il soggetto arriva a capire che l'esistenza della vita è la volontà, diventa capace di intraprendere il percorso della propria redenzione. Per Schopenhauer questo può essere fatto grazie all'arte, alla morale e all'ascesi, che sciolgono l'essere umano dai bisogni.

L'esperienza estetica

L'uomo riesce a dimenticare se stesso e il proprio dolore, quando l'arte diventa contemplazione ovvero conoscenza disinteressata, fuori dal tempo e dallo spazio. Infatti, è proprio il rapporto interessato con il mondo a far alimentare continuamente la volontà.  
L'arte ci fa vedere la realtà nella sua dimensione ideale e rappresenta un 'quietivo' per la volontà.
Per Schopenhauer come per Aristotele la tragedia , che contiene dolore, libera l'uomo da esso. Rende il dolore universale e fa riflettere il proprio dolore in quello degli altri.
La musica è del tutto indipendente dal mondo e dai fenomeni, al punto che potrebbe sussistere anche se il mondo non ci fosse, è espressione immediata della volontà.

La morale

La morale consente di oltrepassare le manifestazioni fenomeniche della volontà, rendendo l'uomo consapevole delle dolorose conseguenze a cui essa conduce; ma implica un impegno pratico a favore del prossimo. L'uomo supera  il principio di individuazione e cessa di considerare se stesso come un individuo contrapposto agli altri, al contrario opera per far convergere il proprio io con i suoi simili.
Questo obiettivo può essere raggiunto in due modi:
  • in modo positivo, facendo la carità, quindi la volontà di fare bene al prossimo superando l'egoismo e sviluppando un amore disinteressato e un atteggiamento di pietà universale;
  • in modo negativo, non compiendo azioni che possono ledere la volontà degli altri.

L'ascesi

L'ascesi consiste nella sistematica mortificazione degli istinti e dei bisogni conseguente all'"orrore" che l'uomo prova per la volontà di vivere che è alla radice del suo stesso essere. Realizzata attraverso l'esercizio della noluntas cioè la negazione radicale della volontà. L'uomo deve raggiungere uno stato di castità, rinunciando ai piaceri e dedicandosi all'attuazione delle virtù tipiche degli asceti: umiltà, digiuno, sacrificio e rassegnazione.
L'ascesi ha come obiettivo la conquista del nirvana, cioè nell'esperienza del nulla, che non indica una realtà sostanziale, bensì un concetto 'relativo' nel senso che si può comprendere solo in relazione a ciò che nega. Il nulla è la negazione del mondo eil nirvana è la conquista del tutto, un oceano di serenità.

Commenti

Post popolari in questo blog

Umberto Galimberti - racconta Schopenhauer

Il materialismo naturalistico di Feuerbach

Il mondo come volontà